Camere di commercio. Unioncamere: “Apprezziamo l’apertura di Renzi, siamo pronti a fare la nostra parte nella riforma”

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Il sistema camerale è pronto a fare la propria parte nella riforma della Pubblica amministrazione. Ma non accetta criminalizzazioni. Chiede di tenere conto dei reali interessi di imprese e dipendenti. E apprezza l’apertura del premier Matteo Renzi…

Il sistema camerale è pronto a fare la propria parte nella riforma della Pubblica amministrazione. Ma non accetta criminalizzazioni. Chiede di tenere conto dei reali interessi di imprese e dipendenti. E apprezza l’apertura del premier Matteo Renzi. “Il sistema camerale, soprattutto in questi anni di crisi, ha dato prova di essere uno strumento prezioso al servizio del Paese per garantire la tenuta del nostro tessuto produttivo, delle economie locali e dell’occupazione. Ma sappiamo di doverlo migliorare per renderlo più efficace ed efficiente, attraverso un percorso di riforma condiviso con il Governo da realizzare in tempi certi, tenendo conto delle esigenze di sviluppo delle imprese, assicurando i servizi oggi garantiti dalle Camerte di Commercio”. Lo ha dichiarato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello che ha anche apprezzato “la volontà del premier di trovare un ‘accordo’ con le Camere di commercio per evitare”, come Renzi stesso ha detto, “di buttare il bambino con l’acqua sporca”.

Intervenendo ieri alla inaugurazione dell’autostrada Brescia-Bergamo-Milano, infatti, sulle Camere di commercio Renzi ha sostenuto che “ce ne sono che funzionano, ci sono altre realtà in cui sono solo uno strumento di compensazione politica. Siamo pronti a cambiare e migliorare tutto. Serve, per le Camere di commercio, cambiare modello, devono essere veramente utili alle imprese e ai cittadini. Dobbiamo fare in modo che i fondi disponibili arrivino veramente alle imprese e alle famiglie”. Nella stessa sede, Renzi ha assicurato: “Non voglio buttare via il bambino con l’acqua sporca, ma voi non difendete l’indifendibile”. Nella stessa giornata a Roma si era tenuta una manifestazione dei dipendenti delle Camere di commercio. “Dalla norma sulla riforma”, secondo uno studio di Unioncamere, “si potrebbero creare fino a 2570 esuberi del personale impiegato”.

La giornata di ieri è significativa, nella vita del sistema camerale, anche per il “via” ufficiale all’autoriforma delle Camere di commercio, destinate a ridursi dalle attuali 105 a un numero che può oscillare tra 50 e 60. Il regime di accorpamenti deliberato dl comitato esecutivo di Unioncamere prevede la creazione di realtà che associno perlomeno 80mila imprese allo scopo di realizzare importanti economie, almeno pari, secondo Unioncamere, a quelle previste nel decreto di riforma della Pubblica amministrazione approvato dal Governo.