CNA GIOVANI IMPRENDITORI – Con Google obiettivi comuni: “Investire nel Made in Italy e nelle eccellenze nascoste”

Portare l’economia italiana nel digitale, puntando sul ‘Made in Italy’ e sulle eccellenze nascoste. E’ questo il progetto di Google in Italia per i prossimi mesi, annunciato a Roma dal suo presidente, Eric Schmidt, durante il Big Tent, l’evento con il quale il colosso tecnologico americano presenta la nuova sfida per il Paese. Tra i relatori della giornata era presente anche Andrea Di Benedetto, Presidente di Cna Giovani Imprenditori, Susanna Camusso, Segretario generale CGIL, Riccardo Monti, Presidente di Ice, Ermete Realacci, Presidente di Symbola e Nunzia De Girolamo, Ministro dell’Agricoltura. “Schmidt ha sottolineato temi ed elementi rilevanti su cui i Giovani Imprenditori di Cna puntano da anni – ha commentato Di Benedetto – e che stanno alla base della scelta di #manifatture, il prossimo evento Cna NeXT che si terrà a Firenze l’8 e 9 novembre”.
“Anzitutto: non è dimensionale, ma culturale, il problema delle Pmi italiane”, ha detto Eric Shmidt, intervistato da Stefano Micelli, parlando di “una cultura che significa principalmente investimento in formazione ed alfabetizzazione digitale, direttamente proporzionali alla capacità competitiva delle imprese”.
“Da sempre diciamo che la formazione continua è la chiave per la ripartenza del Paese – ha dichiarato Di Benedetto -. Senza innovazione l’export non può decollare e, a fare innovazione non è la grande, ma la piccola impresa. Per questo bisogna investire, come ha sottolineato il Presidente di Google, in politiche industriali che colgano l’enorme occasione che l’Italia ha di sfruttare le economie dei paesi emergenti che hanno bisogno di qualità, esclusività, personalizzazione”.
“Grazie al web anche i mercati di nicchia divengono globali ed estesi – ha detto Schmidt – questa opportunità, insieme alla ricerca sempre più diffusa di prodotti personalizzati e “custom made” è una vera sfida, o il futuro prossimo, di un modello di consumo che dichiara la fine della produzione di massa”.
Old e new economy possono e devono convergere, come raccontano le storie delle aziende, anche dei settori tradizionali, che utilizzano il web come strumento di promozione e di vendita e che crescono più delle altre. Secondo la ricerca Internet & Export commissionata da Google a Doxa Digital, nel 2012 il valore dell’e-commerce a livello mondiale ha superato i mille miliardi di dollari, con una crescita del 21,1% rispetto al 2011. Nel 2013 si prevede che le vendite cresceranno ulteriormente del 18,3% raggiungendo la cifra di 1,298 trilioni di dollari. In Italia i web shopper sono circa 12 milioni di persone, ma solo 3 PMI su 10 utilizzano il commercio elettronico come canale addizionale di vendita, quindi ci sono margini di crescita impensabili per un made in Italy che già ora esporta quasi 500 miliardi di euro. Ma esiste anche una correlazione diretta tra digitalizzazione e internazionalizzazione delle imprese: al crescere del livello di maturità digitale aumenta la percentuale di PMI (+50%) che intrattengono rapporti internazionali e fanno export.
“Il sistema economico italiano seppur penalizzato da un ritardo tecnologico ha tutte le caratteristiche per risultare vincente su Internet’ – ha aggiunto Schmidt -. Nei paesi del G20 l’economia Internet ha già un valore pari al 4% del Pil, in Italia è a poco più del 2% e il 40% di disoccupazione giovanile, ma ha dalla sua un potenziale unico che deriva dalla sua tradizione”.
Per l’investimento italiano Google si concentrerà su tre aree, ”far conoscere le eccellenze nascoste dell’Italia, diffondere tra gli imprenditori le competenze digitali, valorizzare i giovani come promotori della transizione al digitale dell’economia italiana”. E sono proprio la condivisione, l’ibridazione col digitale, il talento, ma soprattutto una nuova narrazione, la ricetta dei giovani di Cna che nel format Cna NeXT da diversi anni discutono delle politiche industriali del paese e dei nuovi imprenditori.
Qualità del prodotto, competenze digitali, formazione, nuova cultura organizzativa, conoscenza dei mercati e velocità di adattamento al cambiamento sono le chiavi per il rilancio dell’artigianato e del 95% del totale delle aziende italiane, che hanno meno di 10 dipendenti ed occupano il 47% della forza lavoro del Paese. Perché come afferma il claim di Cna NeXT: “il futuro non è più quello di una volta” e queste imprese sono e saranno i pionieri del nuovo Made in Italy.