CNA INTERNAZIONALIZZAZIONE – “La Russia arreda italiano”. Un mercato di opportunità anche per i Piccoli

CNA INTERNAZIONALIZZAZIONE – “La Russia arreda italiano”. Un mercato di opportunità anche per i Piccoli
Sono di estremo interesse le prospettive del mercato russo per il Made in Italy e in particolare per il comparto dell’arredo italiano: per il settore entro il 2018 si stima di raggiungere il miliardo di euro di esportazioni. Prospettive già divenute realtà per molte imprese italiane, grandi e medie, ma che possono diventarlo anche per le piccole e micro imprese, specie se capaci di mettersi in rete. E’ quanto emerso nel seminario organizzato dall’Ufficio Internazionalizzazione della Cna e tenutosi questa mattina nell’auditorium della Cna nazionale a Roma, al quale hanno partecipato rappresentanti dell’ICE, del Ministero dello Sviluppo Economico e imprenditori già presenti sul mercato russo.

“I russi amano gli italiani più di quanto a volte lo facciano loro stessi”. E’ racchiuso in questa battuta di Maurizio Forte, Direttore dell’ICE di Mosca, il senso di quanto emerso nel seminario intitolato “La Russia arreda italiano”, organizzato dall’Ufficio Internazionalizzazione della Cna e tenutosi nei giorni scorsi nell’auditorium della Cna nazionale a Roma.
Sono di estremo interesse, infatti, le prospettive del mercato russo per il Made in Italy e in particolare per il comparto dell’arredo italiano: per il settore entro il 2018 si stima di raggiungere il miliardo di euro di esportazioni. Prospettive già divenute realtà per molte imprese italiane, grandi e medie, ma che possono diventarlo anche per le piccole e micro imprese, specie se capaci di mettersi in rete. Lo hanno dimostrato anche le testimonianze di alcuni imprenditori già presenti sul mercato russo e intervenuti al seminario.
“Si tratta di un mercato di 20 milioni di potenziali consumatori con un reddito elevato – ha spiegato Forte – che seguono le mode, ma apprezzano ancora lo stile ‘classico’ e soprattutto la qualità italiana. Amano prodotti su misura e originali e prestano sempre maggiore attenzione all’ecologia. Ponendosi in questa fascia alta di consumatori le possibilità di riscontro sono elevatissime”, ha sottolineato il direttore dell’ICE di Mosca, che ha poi offerto una serie di consigli alla imprese del settore. Prestare attenzione ai mercati regionali russi sempre più importanti, per esempio, alla qualità del servizio offerto e al rapporto diretto con i clienti, invitando più spesso i buyers in Italia. E ancora, partecipare a fiere internazionali visitate da russi e soprattutto avere un agente in loco. “I rapporti personali sono importanti – ha detto Forte – ma non garantiscono continuità. Ecco perché meglio formalizzare il rapporto con l’agente attraverso un contratto, per proteggere il marchio e definire le zone di competenza”.
“Dal 2002 la Cna firma un accordo di settore per l’artigianato con il MISE e l’ICE – ha ricordato Maurizio Cotrona, funzionario della V divisione Ministero dello Sviluppo Economico – per sviluppare attività di internazionalizzazione, attività che vengono poi declinate e rese concrete attraverso l’Intesa Operativa”.
“Con questa iniziativa portiamo a compimento un’Intesa Operativa, che ci ha dato l’opportunità di realizzare un’interessante progettazione a favore delle imprese artigiane e delle Pmi che fanno riferimento al nostro sistema associativo – ha detto Antonio Franceschini, responsabile Ufficio Internazionalizzazione Cna nazionale -. Si tratta di imprese di piccole e medie dimensioni che contribuiscono per oltre il 54% all’export nazionale. In questi ultimi anni il numero delle imprese esportatrici è cresciuto nelle classi più piccole (fino a 19 addetti) – continua Franceschini – andando a costituire una classe di nuovi esportatori e questo dell’aumento della presenza delle imprese artigiane e delle Pmi sui mercati internazionali è una delle priorità per Cna”.
“Il partenariato pubblico-privato che sta alla base dell’Intesa Operativa – ha aggiunto Claudio Giovine, responsabile Dipartimento Politiche industriali della Cna nazionale – è un modello di integrazione di competenze e risorse che ben si adatta e dona efficacia ai progetti di internazionalizzazione per le micro, piccole e medie imprese ed è un modello sul quale Cna ritiene il sistema istituzionale debba continuare ad investire dotandolo delle risorse adeguate. Al momento – ha continuato Giovine – assistiamo ad uno squilibrio nell’allocazione delle risorse, che non tiene conto delle piccole imprese artigiane. E’ necessario intervenire e portare sempre più ‘piccoli’ all’estero, aumentando la loro quota di mercato, per ottenere risultati utili alle imprese e al Paese. Da parte nostra ci impegneremo per dare risposte più soddisfacenti e adeguate alle richieste delle imprese che vogliono entrare e crescere sul mercato russo. Per la Cna è una sfida e un obiettivo importante per il futuro”.
Dalle prossime settimane Cna inizierà a definire la progettazione di azioni future auspicando in una condivisione progettuale e finanziaria da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.
Al seminario sono intervenuti Ines Aronadio, Dirigente Beni di Consumo dell’ICE e gli imprenditori Jacopo Gallo e Mauro Gasperoni.