Cna: Matera tra le 10 città italiane con la pressione fiscale più bassa

L’Osservatorio permanente sulla tassazione di artigiani e piccole e medie imprese in 112 Comuni d’Italia” presentato oggi, giovedì 15 maggio, a Roma descrive una mappa che indica il nostro Paese stretto nella morsa di un “mostro a tre teste (nazionale, regionale e comunale).
“Spicca per questo – spiega Leonardo Montemurro, presidente provinciale di Cna Matera – la posizione di Matera, che tra le 105 città italiane che nel 2014 hanno segnato la Total Tax rate, la pressione fiscale più bassa (58%), si è classificata al nono posto. Il segnale incoraggiante non deve essere sottovalutato perchè indica una strada che deve essere ancora percorsa in nome della tutela di un settore come quello degli artigiani che, ancora oggi e nonostante una situazione economica disastrosa, continua a tenere. Se pensiamo – prosegue Montemurro – che città come Bologna segnano un peso pari al 74,2% (nel 2011 era il 64,6% ) o Firenze con il 74,1% (nel 2011 era il 63,9%), è evidente che la vitalità delle piccole imprese e degli artigiani rischia di ridursi al lumicino. Matera, in questo senso, forte della sua posizione non deve abbassare la guardia e trasformare questa buona pratica, in assoluta controtendenza rispetto a molte altre realtà italiane, in opportunità di sviluppo di questo settore.
Secondo la previsione della Cna, sulla scorta dei dati emersi dagli studi dell’Osservatorio, nel 2014 si arriverà, come dato medio in Italia, ad un peso pari al 63,1%. Nel 2014 alle imprese resterà ben poco e in questa battaglia, si perderanno molte piccole realtà. I parametri sono stati conteggiati prendendo a riferimento un’impresa manifatturiera individuale con un laboratorio di 350 mq, un negozio di 175 mq, 5 dipendenti, un fatturato di 430 mila euro all’anno e un reddito d’impresa di 50 mila euro all’anno.
Alleggerire il peso fiscale non è la soluzione a tutti i problemi dell’artigianato – conclude Montemurro – ma rappresenta un passo avanti significativo anche alla luce della realtà drammatica che ha investito Matera negli ultimi 10 anni e della quale ci si deve prendere carico una volta per tutte. L’onda anomala ha cancellato nel tempo piccole imprese legate all’indotto del mobile imbottito e al commercio di quartiere, in nome della grande distribuzione che col tempo ha fatto emergere anche il suo fallimento”.

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