Debiti PA. Bassanini. “L’intervento della Cassa depositi e prestiti libererebbe subito 90 miliardi”

Basterebbe modificare il decreto, mettendo una garanzia dello Stato sui debiti degli enti, che le imprese creditrici potrebbero così cedere alle banche che lo girerebbero a loro volta alla Cassa. Quest’ultima accorperebbe il credito con i mutui verso la singola PA. E’ la proposta avanzata dal presidente della Cassa depositi prestiti, Franco Bassanini, in un convegno dell’Abi.
Un intervento della Cassa depositi e prestiti, nel meccanismo con cui le pubbliche amministrazioni rimborsano i loro debiti verso le imprese, sbloccherebbe i 90 miliardi dovuti. Per farlo – dice il presidente della Cdp, Franco Bassanini – basta modificare il decreto mettendo una garanzia dello Stato sui debiti degli enti, che le imprese creditrici a quel punto potrebbero cedere alle banche che lo girerebbero alla Cdp. La Cdp, ha spiegato Bassanini – accorperebbe quel credito con i mutui verso la singola PA. Un meccanismo possibile, purché la Cdp abbia la “garanzia della delegazione di pagamento” della pubblica amministrazione coinvolta.
Secondo Bassanini, oltre a “immettere immediatamente 90 miliardi di liquidità nel sistema”, l’intervento “eviterebbe l’azzardo morale dato dalla copertura con titolo di Stato” e permetterebbe “una rapida uscita del sistema creditizio rispetto a un debitore moroso”.
Secondo Bassanini un simile intervento, già fatto in Spagna con le autonomie locali, ha liberato 30 miliardi con un beneficio di un punto percentuale per la crescita. La possibilità di accelerare i pagamenti, spiega Bassanini, aiuterebbe quella che è una vera e propria “operazione trasparenza su 90 miliardi di debito in più”, permettendo all’Italia “di partire dal livello giusto” quando, nel 2015, il fiscal compact europeo renderà più difficile pagare i debiti pregressi.
L’intervento è “sussidiario rispetto all’intervento primario delle banche e avverrebbe per importi limitati”, ha poi precisato lo stesso presidente della Cdp in una nota.
“Il sistema bancario è disponibile ad acquistare questi crediti e quindi a fornire liquidità alle imprese. Essendo crediti garantiti dallo Stato, questi miglioreranno la qualità del credito delle banche”, spiega Bassanini.
Le pubbliche amministrazioni che hanno ormai come creditore la banca a questo punto negoziano la ristrutturazione del credito su base triennale, quinquennale o secondo le esigenze.
“Nel caso si verifichino delle morosità, la banca avrebbe facoltà di cedere il credito garantito dallo Stato – sulla base di una convenzione Cdp-Abi – entro un tetto annuo (per esempio 3-4 miliardi) e la Cassa sarebbe autorizzata a ristrutturare il credito su un periodo più lungo, anche avvalendosi del meccanismo della delegazione di pagamento”.