Donne protagoniste dell’imprenditoria immigrata Dall’Italia alla Basilicata

In meno di quindici anni le imprese guidate da donne immigrate in Italia sono aumentate di oltre il 56%. Un dato che evidenzia una trasformazione significativa nel panorama dell’imprenditoria straniera: oggi quasi un’impresa su quattro tra quelle avviate da cittadini di origine straniera è guidata da una donna.

È una delle principali evidenze che emergono dall’anticipazione del Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025, realizzato dal Centro studi e ricerche Idos e dalla CNA.

Dal 2011 al 2024 le imprese guidate da persone immigrate in Italia sono cresciute del 46,9%, mentre nello stesso periodo le imprese guidate da persone nate in Italia hanno registrato una contrazione del 7,9%. All’interno di questo quadro, la crescita dell’imprenditoria femminile straniera appare ancora più significativa: le imprese guidate da donne immigrate sono aumentate del 56,2% tra il 2011 e il 2024 e dell’8,3% negli ultimi cinque anni, raggiungendo quota 164.509 attività, pari al 24,7% di tutte le imprese immigrate.

Si tratta di un fenomeno che evidenzia non solo una forte attitudine imprenditoriale, ma anche la grande capacità di integrazione delle Donne straniere. Stiamo assistendo ad una progressiva diversificazione dei settori di attività, se il commercio e le attività di alloggio e ristorazione restano tra i principali ambiti di inserimento, negli ultimi anni si registra una crescita significativa anche in comparti meno tradizionali per l’imprenditoria immigrata, come le attività immobiliari, finanziarie, professionali e scientifiche.

Questo sviluppo assume un valore ancora più rilevante considerando che le donne immigrate rappresentano spesso uno dei segmenti più fragili del mercato del lavoro, frequentemente concentrate nel lavoro domestico e di cura e con limitate opportunità di avanzamento professionale. L’imprenditorialità diventa quindi uno strumento di emancipazione economica e sociale, oltre che di integrazione nei sistemi produttivi locali.

Il quadro in Basilicata

Anche in Basilicata la presenza della popolazione straniera contribuisce in modo concreto alla vita economica e sociale del territorio. In una regione caratterizzata da una presenza immigrata relativamente stabile, i lavoratori stranieri sono circa 12.100.

La loro distribuzione evidenzia una concentrazione in alcuni ambiti fondamentali dell’economia regionale:

  • il 24% è impiegato in agricoltura

  • il 68,2% nel lavoro domestico e di cura

Accanto al lavoro dipendente cresce anche la componente imprenditoriale. In Basilicata sono 2.436 le imprese guidate da persone nate all’estero, attive in diversi comparti dell’economia regionale.

I principali settori di attività sono:

  • commercio (36,7%)

  • costruzioni (13,9%)

  • agricoltura (11,8%)

Secondo i dati della Camera di Commercio della Basilicata elaborati su base Unioncamere, a fine 2023 le imprese femminili registrate in Basilicata erano 15.581; di queste, il 5,6% risultava guidato da una donna straniera, pari a circa 873 imprese.

Questi dati evidenziano come l’imprenditoria femminile di origine straniera rappresenti una componente strutturale del tessuto economico lucano, contribuendo alla vitalità di settori chiave e alla tenuta di numerose filiere produttive locali.

CNA RACCONTA: “Dolce Sveglio”, la resilienza di chi osa investire in Italia

Accanto ai dati statistici emergono anche percorsi individuali che raccontano in modo concreto il contributo dell’imprenditoria immigrata allo sviluppo dei territori. In Basilicata non mancano esempi di donne che, dopo aver scelto l’Italia come luogo di vita, hanno deciso di investire nel lavoro autonomo e nella creazione di impresa. Tra queste esperienze c’è quella di Natalia, imprenditrice brasiliana che ha scelto Potenza per avviare la propria attività artigianale.

Domanda: Natalia, ci racconti un po’ di te e di come sei arrivata in Italia?

Risposta: Sono nata in Brasile; nel 2020, quando avevo 32 anni, con il cuore pieno di curiosità e speranza, sono venuta in Italia per provare una nuova vita. Non immaginavo che avrei incontrato subito grandi sfide, soprattutto a causa della pandemia: sono arrivata proprio il 9 marzo, a ridosso della chiusura totale per il Covid-19.

Domanda: Come hai iniziato la tua esperienza imprenditoriale qui in Basilicata?

Risposta: Appena arrivata ho conosciuto il mio compagno e successivamente abbiamo deciso di trasferirci dal Nord per investire qui al Sud. Grazie al suo supporto, e con l’aiuto dei consulenti della CNA di Potenza come Giuseppe e Maria, ho deciso di avviare la mia attività: “Dolce Sveglio”, specializzata nella creazione manuale ed artigianale di cestini in vimini con all’interno una colazione già pronta, consegnati a mano su Potenza e Provincia. L’idea nasce dalla tradizione brasiliana: in Brasile è molto comune preparare “cestini-colazioni” speciali per feste di compleanno e occasioni importanti. Ho voluto portare questa cultura in Italia, adattandola al nostro modo di vivere.

Domanda: I tuoi cestini non sono solo un’idea commerciale, ma soprattutto un oggetto artigianale. Da dove nasce questa tecnica?

Risposta: La realizzazione dei cestini in vimini ha per me un valore molto personale. È una tecnica artigianale che arriva dalla mia famiglia in Brasile. Ho imparato osservando e lavorando con le donne della mia famiglia, soprattutto mia nonna, che mi ha trasmesso questa manualità e il rispetto per il lavoro fatto a mano. Il vimini è un materiale semplice ma la lavorazione per ogni cestino richiede tempo, cura e attenzione. Portare questa tradizione qui in Italia per me significa non solo fare impresa, ma anche condividere una parte della mia storia e della mia cultura.

Domanda: Quali difficoltà stai incontrato come donna straniera che vuole fare impresa in Italia?

Risposta: E’ molto molto difficile. Essendo donna e straniera, in un piccolo contesto come Potenza, è complicato farsi conoscere e creare fiducia. Molti hanno un approccio più chiuso verso chi arriva da fuori. La lingua oggi non è più un ostacolo, ma ci vuole tempo perché le persone si fidino davvero. La cultura locale richiede pazienza, comprensione e soprattutto resilienza.

Domanda: Sei riuscita a superare queste difficoltà?

Risposta: Ho imparato a non mollare. Ho osservato, ascoltato e adattato il mio modo di fare impresa rispettando le tradizioni locali, cercando di portare qualcosa dalla mia terra. I miei cestini sono un piccolo gesto di gioia e attenzione per chi li riceve. La chiave è credere in quello che fai, anche quando la strada sembra lunga.

Domanda: Qual è il messaggio che vuoi lasciare a chi sogna di investire o creare qualcosa in Italia?

Risposta: Voglio dire che è possibile. Ci sono difficoltà, certo, ma la forza e la resistenza vengono fuori proprio quando credi in te stessa. Vedere le persone sorridere quando ricevono i miei cestini mi dà la conferma che vale la pena. Non bisogna avere paura di osare, nemmeno se sei lontana da casa.

Domanda: Guardando al futuro, cosa sogni per te e la tua attività?

Risposta: Spero che nel tempo le persone capiscano il valore dell’impegno e della passione, che la mia presenza qui diventi un esempio positivo. Voglio crescere, partendo da una tradizione brasiliana in modo autentico e continuare a sorprendere chi riceve i miei cestini. Spero che la mia attività possa costituire un ponte tra la mia cultura di origine e quella di adozione.