La proposta avanzata dal Consigliere Regionale di destinare una parte dei fondi di Coesione alla riqualificazione dell’ex Vivalat e dell’ex Cip Zoo trova il pieno sostegno della CNA Basilicata. Cancellare le “cicatrici visibili” del tessuto urbano, oggi può significare dare finalmente una casa alla produttività e all’Artigianato che vuole parlare ai giovani lucani.
Sulla scia dei modelli di rigenerazione citati da Galella, CNA Basilicata propone di trasformare questi spazi in un presidio dell’artigianato e della formazione professionale.
“L’ex Centrale del Latte e l’ex Cip Zoo possono smettere di essere lo specchio dell’abbandono per diventare ecosistemi vivi, dove la creatività e la contaminazione culturale si trasformano in opportunità di lavoro”, dichiara il presidente della CNA Basilicata, Renato Zaccagnino. “Siamo pronti a raccogliere la sfida avanzando le nostre proposte, in un tavolo di lavoro aperto alle forze produttive dell’intera regione, per contribuire operativamente alla crescita a partire dalla Città di Potenza”.
Un luogo dove innovazione e tradizione si incontrano per sostenere e orientare imprenditori e lavoratori, un contesto in cui domanda e offerta di lavoro possano incontrarsi, offrendo spazi fisici a professionisti e laboratori d’eccellenza in cui viene messa al centro la formazione.
Le imprese in questi anni, continua la nota di CNA, spesso sono costrette a rinunciare a nuove commesse a causa della difficoltà nel reperire giovani motivati e competenti.
In questo contesto, l’ex Vivalat e l’ex Cip Zoo possono essere un centro per la formazione d’avanguardia che accompagna le nuove generazioni verso una cultura del lavoro e dell’impresa al passo con i tempi.
Offrire ai giovani lucani un luogo che permetta di acquisire competenze pratiche e percorsi professionalizzanti, che permetta loro di decidere se restare nel proprio territorio, potrebbe essere uno strumento per sostenere interi settori delle filiere produttive Lucane, che oggi soffrono la carenza di manodopera.
Un presidio dedicato all’artigianato di Basilicata rappresenterebbe una risposta concreta alla dimensione economica della nostra regione fatta di artigiani, di piccole e medie imprese della manifattura, dell’agroalimentare e della meccatronica; imprese che esprimono eccellenze che emergono a livello nazionale.
La riqualificazione di queste aree può essere anche una risposta di fronte le imposizioni dell’Europa sulle transizioni energetiche e digitali che travolgono anche i nostri settori produttivi, dall’Automotive alla Meccatronica: “Le istituzioni devono fornire i luoghi e gli strumenti per affrontare questi cambiamenti” sottolinea la CNA di Basilicata. “Vivalat e Cip Zoo possono diventare i laboratori dove si progettano i nuovi mercati per le nostre PMI”.