Fondi autotrasporto: sbagliato il taglio e anche dove si è tagliato

Nella giornata di ieri, in una riunione ristretta con le rappresentanze dell’autotrasporto al Ministero dei Trasporti, il Governo, rappresentato dal sottosegretario Del Basso De Caro, ha informato, confermando il taglio, che le risorse destinate all’autotrasporto saranno ulteriormente decurtate di 11,8 milioni di euro.
Risorse destinate alla copertura dei famosi 80’euro mensili destinati a parte dei lavoratori dipendenti italiani.
D’intesa con tutte le associazioni di rappresenzanza, esclusa la CNA-Fita, si è ritenuto di concentrare questa decurtazione interamente a valere sul budget annuale previsto per il Fondo di Garanzia dell’autotrasporto.

Con questo taglio quindi la capacità finanziaria per sostenere le imprese in difficoltà con il credito bancario passerà dai 20 milioni previsti nella ripartizione concordata nei mesi scorsi, ai soli 8,2 milioni di euro.

CNA-Fita si è opposta al taglio ma soprattutto al fatto che questo colpisse unicamente il Fondo di Garanzia, una scelta incomprensibile in un momento in cui la stretta creditizia è altissima e la richiesta di sostegno delle imprese pressante. Vi erano sicuramente altre voci nella ripartizione dei fondi dove far pesare questa decisione ma, le associazioni di rappresentanza, esclusa la CNA-Fita, hanno comunque deciso di non toccare voci come la formazione, i pedaggi autostradali, gli investimenti. Si sarebbe potuto almeno ripartire la decurtazione in modo trasversale bilanciando il peso di questo ulteriore sforzo su più voci senza pregiudicare la capacità di garantire le imprese rispetto alla stretta creditizia.

La proposta della CNA-Fita è stata così argomentata: 6,8 milioni sui pedaggi, 2,5 sulla formazione e 2,5 sugli investimenti.

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