Differenze tra Potenza e Matera: quasi 4 punti di scarto nel Total Tax Rate.
Potenza, 12 settembre 2025 – Anche in Basilicata il peso della tassazione continua a rappresentare un vincolo pesante per la crescita delle piccole imprese. L’Osservatorio Fisco CNA 2025 certifica infatti che le imprese tipo lucane hanno un Total Tax Rate medio del 52,4%, in linea con la media nazionale (52,3%), ma con significative differenze tra le due province.
A Matera la tassazione complessiva si attesta al 50,6%, nel 2023 si attestava al 51,1%, con le imprese che hanno potuto celebrare il “Tax Free Day” il 3 luglio: da questa data in poi il reddito prodotto è rimasto nelle loro disponibilità. In termini concreti, 185 giorni di lavoro sono stati necessari per pagare imposte, tasse e contributi, mentre i restanti 181 hanno garantito i consumi personali. Matera si colloca al 20° posto nella classifica nazionale dei 114 capoluoghi analizzati.
A Potenza, invece, la pressione fiscale è più alta: 54,1%, nel 2023 era pari al 54,6%, che corrisponde a 198 giorni lavorativi destinati al fisco e solo 168 ai consumi personali. Il “giorno della svolta” è arrivato il 16 luglio, ben due settimane dopo rispetto a Matera. Potenza occupa il 90° posto nella graduatoria nazionale, segno di un contesto più gravoso per le piccole imprese locali.
Le differenze tra le due province derivano principalmente dal peso delle addizionali locali e dei tributi legati agli immobili (IMU, TARI), che incidono in misura diversa sui conti aziendali.
“Il nostro Osservatorio fotografa con chiarezza una pressione fiscale ancora troppo elevata per le piccole imprese lucane – sottolinea CNA Basilicata –. Se da un lato Matera mostra una condizione leggermente più favorevole ma che deve essere ancora migliorate, Potenza paga invece lo scotto di un prelievo più pesante. La Basilicata, nel suo complesso, resta in una situazione intermedia rispetto al quadro nazionale, ma con margini di miglioramento importanti soprattutto sul versante delle addizionali locali e della semplificazione”.
CNA ribadisce che “le imprese meritano un fisco più leggero, semplice ed equo, che sappia valorizzare il lavoro e incentivare la crescita. Ancora di più in una regione come la Basilicata, il cui territorio è per la quasi totalità ricadente nelle Aree Interne, ha bisogno di condizioni fiscali competitive, che tengano conto del gap rispetto alle imprese di altre aree del Paese e che sostengano la micro e la piccola impresa che rappresentano la spina dorsale del tessuto economico e sociale regionale”.
In sintesi (impresa tipo lucana):
Ricavi annui: 431 mila euro
Reddito d’impresa: 50 mila euro
Costo del personale: 165 mila euro (4 operai, 1 impiegato)
Tax Free Day Basilicata: 10 luglio (media tra Matera e Potenza)
La situazione in Italia
Nel 2024 il total tax rate, in Italia ha fatto registrare un lieve calo attestando il dato al 52,3%, le imprese personali hanno lavorato due giorni in meno per il fisco. Lieve calo della tassazione sulle imprese personali nel 2024 il dato è passato dal 52,3% dal 52,8%, e conferma consistenti divari territoriali. Sono le principali evidenze dell’Osservatorio sul fisco della CNA “Comune che vai fisco che trovi” giunto alla settima edizione.
In media, le imprese hanno lavorato per il fisco fino al 9 luglio, due giorni in meno rispetto all’anno precedente. Dalla fotografia scattata dall’Osservatorio CNA, Bolzano si conferma sul gradino più alto del podio con una tassazione al 46,3% mentre a chiudere la graduatoria dei 114 capoluoghi di provincia è Agrigento con una pressione fiscale complessiva del 57,4%.
Il rapporto della CNA riguarda un’impresa tipo rappresentativa. Nello specifico un’impresa individuale che utilizza un laboratorio artigiano di 350 mq e un negozio di proprietà destinato alla vendita di 175 mq con valori immobiliari di 500mila euro in tutti i comuni, ricavi per 431mila euro e un reddito d’impresa di 50mila.
Le differenze territoriali riflettono in particolare le addizionali regionali e comunali sul reddito, l’IMU e l’imposizione per raccolta e gestione rifiuti. Il rapporto inoltre rileva che il livello di tassazione è più elevato nelle province dove è minore l’efficienza della gestione e della qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese. In media nel nord-Italia la pressione fiscale è più lieve rispetto al Sud. Nel complesso la divergenza territoriale rimane di 11 punti come l’anno precedente. Soltanto in 10 comuni il total tax rate è inferiore al 50%. Tra le grandi città Milano è in 18ma posizione con una pressione complessiva al 50,5% che consente di smettere di lavorare per il fisco il 3 luglio, a Palermo il tax free day è il 7 luglio (46ma in classifica), il 12 luglio a Roma e Genova, il 15 a Torino che mostra un total tax rate al 53,9%, il 17 a Firenze, il 19 luglio a Napoli mentre a Bologna si deve attendere fino al 23 luglio.
