La sicurezza sul lavoro e il ruolo delle Associazioni di Categoria – La nota dell’ing. Giuseppe Lapacciana

Anche quest’anno a completamento delle attività dell’Osservatorio Provinciale Permanente sulla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro e delle Malattie Professionali, istituito presso la Prefettura di Matera, di cui la CNA di Matera è componente attiva, si è organizzata la Settimana della Sicurezza, appuntamento di sintesi di quelle che sono state le argomentazioni trattate durante l’anno al suddetto tavolo. Nell’occasione ci fa molto piacere illustrare un’iniziativa di sicuro successo che la CNA di Matera ha svolto sul territorio regionale, insieme ad altre Associazioni di categoria e a ItaliaLavoro, nel recente passato, e di cui oggi, nella gestione di alcuni strumenti sviluppati, garantisce alle imprese associate servizi di grande rilevanza per un giusto approccio alle tematiche della sicurezza sul lavoro. Le Associazioni di categoria interessate al progetto AR.CO., con l’affiancamento di ItaliaLavoro, hanno ritenuto utile e importante affrontare in un periodo di crisi economica e stagnazione della domanda il tema della sicurezza, poiché è proprio in questo periodo che la soglia di attenzione verso tali tematiche subisce un forte abbassamento per aumentare la competitività economica e conquistare nuove commesse. Un gruppo assai particolare del mondo della produzione e del lavoro è proprio quello delle “micro-imprese” artigiane, che per una serie di motivi oggettivi e soggettivi tendono ad adeguarsi con più difficoltà alle difficoltà normative e non riescono a cogliere puntualmente tutte le specifiche indicazioni che nella norma le riguardano. Va innanzitutto ribadito quanto noto a tutti e cioè che nel nostro Paese le micro imprese rappresentano la stragrande maggioranza delle imprese italiane. In Italia le PMI assorbono più dell’80% del totale degli addetti, generano quasi il 60% del valore delle esportazioni e realizzano il 70% del PIL. Le micro imprese rappresentano quasi il 94,8% del totale, la percentuale più alta in Europa. Quelle tra 10 e 49 addetti il 4,6%, mentre quelle con 50 addetti e più costituiscono solo lo 0,6%. In particolare l’Agenzia di Bilbao (EU-OSHA) riconosce, per le piccole imprese artigiane, rilevanti motivi di debolezza, tra cui: la ridotta conoscenza dei rischi e delle normative, debolezza nella formazione professionale, minor tempo e risorse dedicate, ridotti contatti con organi di controllo ed esperti istituzionali nell’ambito della sicurezza e salute sul lavoro, assenza di servizi interni, non adeguata stima dei costi diretti e indiretti di infortuni e malattie professionali.sicurezza_lavoro

Inoltre le attività di prevenzione nelle PMI sono viste più come costo che come beneficio, anche se, nelle piccolissime imprese, il datore di lavoro è spesso esposto agli stessi rischi, se non di più, del lavoratore dipendente. Le Associazioni di categoria del Progetto AR.CO. Basilicata hanno rilevato che non basta più informare asetticamente l’imprenditore sulle novità normative, ma bisogna raggiungerlo con argomentazioni convincenti che ne accrescano la cultura in materia di sicurezza e ambiente. Lo scopo è dunque indurre l’imprenditore ad adeguare il suo sistema lavorativo ai dettami normativi, a fronte di una tutela di base nei confronti degli organi di vigilanza e possibili premialità in ambito assicurativo. Si sono pertanto raggiunte molte di quelle micro-imprese, il più delle volte nate con caratteristiche strettamente familiari, dislocate su tutto il territorio regionale e marginalizzate nel contesto di riferimento associativo per distanza geografica dai centri di interesse. Il Laboratorio sperimentale del progetto AR.CO., svolto anche in altre regioni italiane, ha pertanto costruito un modello di sportello consulenziale efficiente, con interventi a 360° sulle tematiche della sicurezza, Forte della conoscenza del mondo delle imprese e dei rapporti istituzionali consolidati, che fa parte del know how delle Associazioni Datoriali, e che costituisce sicuro punto di riferimento per le imprese del settore.

Tale servizio di consulenza/assistenza a sportello e di consulenza personalizzata, da aggiungere ai percorsi formativi usualmente organizzati nelle Associazioni, ha raggiunto l’obiettivo di aumentare la consapevolezza delle microimprese nell’ambito della responsabilità sociale delle stesse in materia di tutela ambientale, sicurezza sui luoghi di lavoro e tutela della salute dei lavoratori, attraverso il potenziamento, presso le Associazioni di Categoria, di servizi, competenze interne e collaborazioni di esperti qualificati. Il Laboratorio ha lavorato su queste direttive progettuali: analisi del contesto di riferimento, contatto con le imprese, somministrazione di check list, elaborazione check up, valutazione di possibili miglioramenti, monitoraggio del servizio e indice di gradimento.

La scelta del campione di aziende da selezionare ha comportato un percorso lungo e faticoso, volto in collaborazione con i referenti di tutte le Associazioni di categoria dell’ Artigianato interessate al progetto. Si è tenuto conto del tessuto imprenditoriale della Basilicata, estrapolando dati di riferimento da elenchi ufficiali, del rapporto territoriale tra le due province della regione e dell’appartenenza delle imprese alle sigle aderenti al progetto. Dopo ampia discussione si è deciso di ricorrere a elenchi di aziende associate  che già avevano avuto contatto con le Associazioni rappresentate nel Laboratorio (CNA e Confartigianato), per momenti formativi in materia di sicurezza e ambiente e che pertanto avevano mostrato sensibilità verso tali problematiche. E` bene ricordare che nella fase preliminare alla realizzazione del servizio, è stato molto utile svolgere un’indagine al fine di valutare le peculiari esigenze del territorio e definire la tipologia di servizi da proporre. A tal fine è stato instaurato un confronto con gli stakeholders locali quali significativi interlocutori in grado di rappresentare il contesto locale, il grado di sensibilità e di interesse e le aspettative degli operatori e utenti verso tematiche specifiche e connesse (INAIL, DTL, ecc..).

Terminato questo lavoro di individuazione si è raccolto un campione di 100 aziende proporzionalmente suddiviso tra le due provincie e tra le aziende iscritte per i due settori produttivi individuati, avendo cura di coprire soprattutto quei territori che solitamente restano fuori dal circuito degli interventi fatti direttamente dalle Associazioni per motivazioni logistiche o strutturali delle imprese stesse. Le Associazioni hanno espressamente voluto un intervento sulle aziende dei piccoli paesi di provincia, dove è sicuramente meno presente la cultura della sicurezza dei luoghi di lavoro. Le imprese selezionate sono dislocate su tutto il territorio regionale dalla montagna al mare, appartenenti essenzialmente al mondo delle micro-imprese artigiane, nate come imprese familiari e poi strutturate con dipendenti storicizzati, in cui il datore di lavoro oltre a intervenire direttamente nell’attività è anche RSPP aziendale con formazione di base minima o assente, quasi sempre in assenza di RLS, con svolgimento diretto dei compiti di addetto all’emergenza di primo soccorso e antincendio. Il lavoro del Laboratorio della regione Basilicata, ampio nei numeri e nel lavoro di assistenza alle imprese, si è avvalso anche delle esperienze di altri Laboratori che hanno lavorato sul miglioramento della documentazione. Al termine della sperimentazione abbiamo avuto i seguenti risultati:

– 130 aziende contattate per illustrare il servizio;

– 110 sopralluoghi effettuati nei due capoluoghi e in 7 paesi di provincia per 2950 km percorsi in tutta la regione;

– 110 check list compilate;

– 41 check up consegnati con conseguente formazione attraverso le schede di approfondimento;

– 10 consulenze effettuate per aziende portate a conformità piena.

Come si evince dai dati, il progetto  ha riscosso numerose richieste nei confronti del servizio erogato con un buon ritorno di immagine per le Associazioni di categoria, che continuano a costituire punto di riferimento per qualsiasi informazione in materia di sicurezza del lavoro di cui l’associato ha bisogno.