LE LAVANDERIE SELF SERVICE SONO IMPORTANTI PER IL MERCATO MA NON DEVONO FARE CONCORRENZA ABUSIVAMENTE ALLE LAVANDERIE ARTIGIANE TRADIZIONALI

CNA su lavanderie self service

LE LAVANDERIE SELF SERVICE SONO IMPORTANTI PER IL MERCATO MA NON DEVONO FARE CONCORRENZA ABUSIVAMENTE ALLE LAVANDERIE ARTIGIANE TRADIZIONALI

Le lavanderie artigiane lamentano il dilagare del fenomeno delle lavanderie a gettone o self service che non rispettano la legge. A questi esercizi commerciali – ricorda CNA – non si applica la normativa relativa alla legge che disciplina dell’attività professionale di tintolavanderia, 84/2006 e, per operare, sono tenuti solo all’obbligo di iscrizione al registro delle imprese e all’ottenimento dell’autorizzazione da parte del Comune in cui si esercita l’attività.

La lavanderia self service è in pratica una semplice attività di noleggio attrezzature, uno spazio allestito con lavatrici ed essiccatoi, utilizzati direttamente dalla clientela tramite l’acquisto di appositi gettoni ed eventualmente dei detergenti. Un servizio importante verso un particolare tipo di utenza, eppure in molti casi, purtroppo, l’esercizio di tale attività si discosta dal modello sopra descritto, essendo spesso presente un addetto che fornisce assistenza ai clienti, proponendo servizi di stireria, di ritiro e consegna capi a domicilio, oltre a numerosi altri tipi di servizi normati proprio dalla legge 84/2006. Si tratta dunque, oltre che di una forma di concorrenza sleale per le aziende di tintolavanderia, di un esercizio abusivo di attività.

Le Sanzioni per chi viola questa Legge vanno da € 1500 a € 5000 e chi deve far rispettare queste regole sono i Comuni, che non lo fanno. CNA denuncia la mancanza di questi controlli e chiede alle Amministrazioni locali di attivarsi con urgenza.

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