Sensibilizzare verso il Made in Italy e valorizzare l’artigianato alimentare: prerogative fortemente sostenute dalla CNA

Negli ultimi decenni, il progresso e l’evoluzione dei sistemi di distribuzione hanno modificato profondamente il settore alimentare italiano. Le piccole salumerie, le botteghe e molte attività artigianali hanno progressivamente perso spazio, mentre la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) ha assunto un ruolo sempre più centrale nel mercato. Questo cambiamento ha favorito la diffusione di prodotti industriali, spesso a discapito delle produzioni artigianali, che rappresentano una parte importante della tradizione e della cultura gastronomica italiana.

“L’innovazione ha certamente portato vantaggi in termini di praticità e disponibilità dei prodotti, ma ha anche contribuito alla perdita di alcuni valori e tradizioni che caratterizzavano il rapporto tra il produttore e il consumatore. Inoltre, le politiche commerciali adottate dalla grande distribuzione talvolta creano difficoltà economiche alle piccole imprese artigiane, che devono sostenere costi maggiori per mantenere elevati standard qualitativi e per poter continuare ad operare sul mercato.

È importante sottolineare che non tutte le realtà della GDO seguono le stesse strategie. Alcune catene valorizzano i prodotti locali e promuovono le eccellenze del territorio, mentre altre si orientano principalmente verso prodotti di carattere industriale. Per questo motivo, diventa fondamentale educare il consumatore a compiere scelte alimentari consapevoli.

Come tecnici dell’alimentazione, abbiamo il compito di promuovere una corretta educazione alimentare e di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della qualità degli alimenti. Una maggiore conoscenza dei prodotti e delle loro caratteristiche può contribuire alla prevenzione di numerose patologie correlate a un’alimentazione non equilibrata”, dichiara la Presidente dei Panificatori Lucani CNA, Maria Pia Laurino.

“Infatti, numerosi studi scientifici dimostrano che seguire una dieta equilibrata, ispirata ai principi della dieta mediterranea, può apportare importanti benefici alla salute. Alimenti semplici e tradizionali, come il pane accompagnato da olio extravergine d’oliva, rappresentano un esempio di alimentazione sana grazie alla presenza di sostanze antiossidanti e composti naturali che contribuiscono al benessere dell’organismo.

Ritengo fondamentale sensibilizzare i consumatori verso il Made in Italy, sostenere le produzioni artigianali e valorizzare le eccellenze del nostro territorio. Un esempio significativo è rappresentato proprio dalla normativa sul pane, che stabilisce l’obbligo di informare correttamente il consumatore sulla natura del prodotto, specificando se si tratta di pane fresco oppure di pane ottenuto mediante processi di congelamento o surgelazione. Questa distinzione consente al consumatore di effettuare una scelta più consapevole.

Solo attraverso una maggiore consapevolezza sarà possibile preservare le tradizioni alimentari italiane e garantire un futuro alle piccole realtà produttive, che rappresentano una parte essenziale del patrimonio culturale ed economico del nostro Paese”, conclude la Presidente dei Panificatori Lucani CNA, Maria Pia Laurino.

Il Presidente della CNA Basilicata, Renato Zaccagnino, sottolinea: “In qualità di CNA, siamo costantemente impegnati, attraverso la partecipazione ai tavoli tecnici istituiti presso il Governo, a tutelare gli interessi delle nostre imprese artigiane e dei cittadini-consumatori. Il confronto continuo con le istituzioni ha consentito di raggiungere importanti risultati, tra cui l’approvazione della normativa sul pane, un provvedimento che rappresenta un passo significativo verso una maggiore trasparenza del mercato e una più efficace valorizzazione delle produzioni artigianali.

Occorre continuare a lavorare affinché gli strumenti di tutela e valorizzazione delle eccellenze agroalimentari esprimano pienamente il loro potenziale. Nelle realtà locali, infatti, molte certificazioni IGP, DOP e DOC, pur rappresentando un patrimonio di grande valore, sono rimaste in larga parte sulla carta o necessitano di aggiornamenti dei disciplinari di produzione, oggi spesso non più adeguati alle esigenze del mercato e all’evoluzione dei processi produttivi. È necessario avviare un percorso di revisione e ammodernamento che consenta a queste certificazioni di diventare un reale strumento di crescita e competitività per le imprese del territorio, mantenendo al tempo stesso saldi i principi di qualità, tradizione e legame con le comunità locali.”